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venerdì 29 aprile 2016

MARTINA E FEDERICA, DUE DONNE SIMBOLO DELLO SPORT

E' iniziato il conto alla rovescia per i prossimi giochi olimpici e paralimpici che si svolgeranno a Rio nei mesi di agosto e settembre, e a portare la bandiera che rappresenta l'Italia saranno  due donne, Martina Caironi e Federica Pellegrini.
Due atlete che nel  tempo si sono contradistinte nello sport, seppur in discipline diverse.
Sono il simbolo dei sogni che diventano realtà, hanno raggiunto i loro traguardi, frutto di lavoro costante, di tenacia, di passione, di entusiasmo,  di grinta.
Due donne diverse, non solo per la sorte che il destino ha loro riservato, ma anche caratterialmente.
Martina non ama i riflettori, è sempre disponibile e trasmette la sua passione per lo sport anche ai ragazzi delle scuole, facendone comprendere l'importanza.
Dopo Londra 2012, in  cui ha vinto una medaglia d'oro e stabilito il record mondiale, ha continuato a mietere successi.
E' la prima atleta amputata ad aver abbattuto il muro dei 15 secondi nei 100 metri e poi ha superato i tre primati iridati nei 100 metri categoria T42 e tre nella distanza doppia dei 200.
Inoltre ha eguagliato la migliore prestazione mondiale del salto in lungo T42 a 4,60 metri.
Lo scorso anno è stata eletta atleta del mese  nel concorso promosso dall'Ipc Atlhletics.
Insomma tanti successi.
martina e federica
Ama leggere ed ascoltare musica, ha un sorriso disarmante e sicuramente il giorno in cui porterà la bandiera sarà pervasa da un oceano di emozioni.
E noi saremo orgogliosi di lei.

Federica ha un carnet di numerosi successi nel nuoto,è una atleta a 360 gradi, aveva 16 anni quando affrontò la sua prima olimpiade, da allora è stato sempre un crescendo, tranne la battuta di arresto di Londra 2012.
Ma i grandi atleti sanno superare i momenti meno rosei, si rimettono in pista, voltando pagina e lavorando sodo.
Quando è in vasca ci fa sognare, entusiasmare.
La sua vita privata è spesso al centro della cronaca, non so se sia lei ad amare i riflettori, o il viceversa,  comunque sa perfettamente come reagire al gossip.
Adesso anche per lei è giunto il momento di coronare un sogno, quello di essere portabandiera in questa nuova avventura.
Ci regalerà il suo sorriso, il suo umorismo, i suoi successi.
martina e federica


martedì 12 aprile 2016

PERCORSO TATTILE AL MUSEO GUDERZO DI GENOVA

Il Museo Guderzo di Genova ha un percorso multisensoriale a bordo della chiatta di Dialogo nel buio, avviene in assenza di luce e con guide non vedenti.
Questo museo è nato per onorare la memoria di Lucia Guderzo, direttrice del Centro Efesto per portatori di handicap e fondatrice di Tiflosystem, punto di riferimento per le tecnologie utili alla vita indipendente delle persone disabili.
Il percorso sensoriale si svolge come un viaggio nel tempo, infatti vengono ripercorse le tappe dell'evoluzione tecnologica della scrittura, sono esposte macchine da scrivere in braille, i primi dispositivi informatici di interfaccia con il computer, i videoingranditori di un tempo.
E poi c'è l'optacon , il primo strumento con telecamera e matrice di 144 aghi che consentiva alle persone non vedenti di leggere con il dito indice i caratteri a stampa e quelli manoscritti.
L'avvento dell'informatica è stato fondamentale per aiutare le persone ipovedenti e non vedenti a scrivere senza usare materiale cartaceo, a modificare e ad elaborare testi, a fare calcoli, a programmare creando software, tutto ciò tramite le righe braille, display in aggiornamento costante che traducono nel codice braille ciò che viene visualizzato nello schermo.
L'immissione dei dati e la loro modifica sono possibili grazie a tastiere speciali.
Inoltre all'interno del computer si trovano schede audio che hanno il compito di vocalizzare ciò che appare sullo schermo.

museo guderzo accessibile

lunedì 4 aprile 2016

PERCORSO TATTILE AL MUSEO STRADIVARIANO DI CREMONA

 La musica è da sempre una costante delle nostre giornate, quanti generi esistono? moltissimi, ma per i sognatori sono le note degli strumenti ad elevare l'anima ed il cuore e cosa c'è di più bello della sinfonia di un violino, è come un refolo di vento che ti accarezza piano in una giornata di sole.
Conoscere la storia di uno strumento, quali siano le parti che lo compongono e come vengono assemblate è anche cultura, una cultura che finalmente è diventata accessibile a tutti.

Nel 2003 a Cremona è stato realizzato al Museo Stradivariano  un percorso tattile che riguarda il suo ordinamento espositivo e didattico.
Per comprendere al meglio la realizzazione dello strumento ad arco c'è la dimostrazione acustico- tattile.
La segnaletica è dotata di caratteri nero e braille, lungo il percorso ci sono nove vetrine contenenti gli elementi utili per la realizzazione del violino.
I visitatori possono assemblare le varie componenti seguendo le istruzioni in braille poste accanto ad ogni vetrina, oppure tramite audioguida.
C'è poi un'apparecchiatura che riproduce i suoni dei diversi strumenti ad arco, posta alla fine del percorso.
Infine è disponibile il catalogo del Museo Stradivariano in caratteri braille e nero.
museo stradivariano
Oltre al percorso tattile è stato realizzato un dvd per persone non udenti, utile per conoscere la storia e le modalità di assemblaggio degli strumenti.
L'arte deve essere accessibile a tutti e sono ormai numerose le iniziative relative a questa tematica.
La cultura apre le sue porte a coloro che abbiano voglia di arricchire le proprie conoscenze.
L'esperienza tattile è un'emozione per tutti, toccare con mano libera la mente ed apre il cuore.

sabato 2 aprile 2016

MUSEO LOUIS BRAILLE

Presso l'Istituto Ciechi di Milano è stato realizzato il Museo Louis Braille in cui sono conservati strumenti, macchine da scrivere speciali, libri per ciechi e materiali tiflodidattici, come testimonianza dei vari periodi che vanno dall'uso della scrittura visiva con tecnica in rilievo fino a quella con il codice braille.
Il percorso aperto a tutti consente di conoscere i materiali che sono stati utilizzati per comporre la scrittura visiva, meccanica e in braille.

Scrittura visiva

Per la scrittura visiva in rilievo venivano adoperate tavolette in nero,che però erano alquanto limitative, poichè le persone non vedenti non potevano rileggere e controllare il testo, infatti la scrittura lineare era difficile da decifrare tramite il tatto.
In questa sezione sono conservate anche antiche tavolette in legno di noce aventi lettere metalliche in rilievo con caratteri di stampa e in corsivo.
E poi ci sono tavolette in legno con scanalature e aste che servono per delimitare lo spazio da utlizzare per la scrittura in nero.
Veniva utilizzata anche una scheda su cui erano riprodotti numeri e linee.


Scrittura meccanica

La prima macchina da scrivere fu realizzata da Barozzi nel 1847, fuzionava tramite punzoni metallici che lasciavano l'impronta su una carta oleosa annerita con polvere di grafite.
Una seconda macchina fu ideata sempre da Barozzi nel 1848, aveva un disco su cui erano poste lettere maiuscole e minuscole, un metodo che rendeva più facile la ricerca delle lettere.
Nel 1857 Hughes realizzò la macchina da scrivere che aveva un disco metallico girevole, sul lato superiore c'erano le lettere dell'alfabeto che, quando venivano compresse, passavano sul lato inferiore e battevano su carta annerita , quindi, su carta bianca posta sotto, lasciavano l'impronta.
Nel 1860 Francois Foucault realizzò la macchina da scrivere con caratteri in rilievo forniti da puntini, c'erano dieci punzoni disposti in semicircolo, che potevano spostarsi in orizzonte da sinistra a destra formando una lettera e in verticale per posizionare i caratteri, questi ultimi erano in rilievo, e, quando venivano impressi sui fogli. erano costituiti da puntini.

Scrittura in braille

Nel 1878 il braille venne ufficializzato in tutti gli stati come codice di scrittura e di lettura per persone non vedenti.
Le lettere nere vennero sotituite da puntini, con possibili 63 combinazioni ottenute variando numero e posizione dei puntini.
La prima dattilobraille consentiva l'impressione di tutti i segni dell'alfabeto braille;
la scrittura era incisa al rovescio, da destra a sinistra tramite un carrello scorrevole ed era munita di sei tasti per combinare le lettere e un settimo tasto che serviva da spaziatore.
Un campanello avvertiva la persona non vedente che la riga era terminata.
Nel 1927 fu realizzata la macchina per scrittura braille in cui la scrittura avveniva su fogli tramite la combinazione di sei tasti con distanziatore per la spaziatura.
Nel 1930 i fratelli Sozzi realizzarono l'omonima macchina per scrivere che aveva una tastiera da usare con una mano, i tasti quindi venivano premuti dalle 5 dita e con il dito indice si premeva il tasto spaziatore.
Con il palmo della mano veniva data la sesta battuta.
La tavoletta a cerniera aveva una squadra che serviva ad inserire il foglio in posizione dritta per cui la lettura era immediata.
L'altra mano invece seguiva il testo da copiare.
museo braille