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sabato 2 aprile 2016

MUSEO LOUIS BRAILLE

Presso l'Istituto Ciechi di Milano è stato realizzato il Museo Louis Braille in cui sono conservati strumenti, macchine da scrivere speciali, libri per ciechi e materiali tiflodidattici, come testimonianza dei vari periodi che vanno dall'uso della scrittura visiva con tecnica in rilievo fino a quella con il codice braille.
Il percorso aperto a tutti consente di conoscere i materiali che sono stati utilizzati per comporre la scrittura visiva, meccanica e in braille.

Scrittura visiva

Per la scrittura visiva in rilievo venivano adoperate tavolette in nero,che però erano alquanto limitative, poichè le persone non vedenti non potevano rileggere e controllare il testo, infatti la scrittura lineare era difficile da decifrare tramite il tatto.
In questa sezione sono conservate anche antiche tavolette in legno di noce aventi lettere metalliche in rilievo con caratteri di stampa e in corsivo.
E poi ci sono tavolette in legno con scanalature e aste che servono per delimitare lo spazio da utlizzare per la scrittura in nero.
Veniva utilizzata anche una scheda su cui erano riprodotti numeri e linee.


Scrittura meccanica

La prima macchina da scrivere fu realizzata da Barozzi nel 1847, fuzionava tramite punzoni metallici che lasciavano l'impronta su una carta oleosa annerita con polvere di grafite.
Una seconda macchina fu ideata sempre da Barozzi nel 1848, aveva un disco su cui erano poste lettere maiuscole e minuscole, un metodo che rendeva più facile la ricerca delle lettere.
Nel 1857 Hughes realizzò la macchina da scrivere che aveva un disco metallico girevole, sul lato superiore c'erano le lettere dell'alfabeto che, quando venivano compresse, passavano sul lato inferiore e battevano su carta annerita , quindi, su carta bianca posta sotto, lasciavano l'impronta.
Nel 1860 Francois Foucault realizzò la macchina da scrivere con caratteri in rilievo forniti da puntini, c'erano dieci punzoni disposti in semicircolo, che potevano spostarsi in orizzonte da sinistra a destra formando una lettera e in verticale per posizionare i caratteri, questi ultimi erano in rilievo, e, quando venivano impressi sui fogli. erano costituiti da puntini.

Scrittura in braille

Nel 1878 il braille venne ufficializzato in tutti gli stati come codice di scrittura e di lettura per persone non vedenti.
Le lettere nere vennero sotituite da puntini, con possibili 63 combinazioni ottenute variando numero e posizione dei puntini.
La prima dattilobraille consentiva l'impressione di tutti i segni dell'alfabeto braille;
la scrittura era incisa al rovescio, da destra a sinistra tramite un carrello scorrevole ed era munita di sei tasti per combinare le lettere e un settimo tasto che serviva da spaziatore.
Un campanello avvertiva la persona non vedente che la riga era terminata.
Nel 1927 fu realizzata la macchina per scrittura braille in cui la scrittura avveniva su fogli tramite la combinazione di sei tasti con distanziatore per la spaziatura.
Nel 1930 i fratelli Sozzi realizzarono l'omonima macchina per scrivere che aveva una tastiera da usare con una mano, i tasti quindi venivano premuti dalle 5 dita e con il dito indice si premeva il tasto spaziatore.
Con il palmo della mano veniva data la sesta battuta.
La tavoletta a cerniera aveva una squadra che serviva ad inserire il foglio in posizione dritta per cui la lettura era immediata.
L'altra mano invece seguiva il testo da copiare.
museo braille





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